La Lumaca si muove lentamente, restando sempre aderente alla Terra. Per questo motivo essa rappresenta il procedere con gradualità ma sicurezza verso un obiettivo...
martedì 8 ottobre 2013
L'albero di Ténéré ACRILICO SU TELA L'albero solitario di Ténéré rappresentava l'albero più isolato del mondo, fino a quando non venne abbattuto da un furgone. L'albero si trovava nel deserto del Sahara ed era attorniato da 400 chilometri di territorio completamente privo di piante. Ora una statua di metallo è stata collocata dove l'albero si trovava, in suo ricordo.
Non è sapienza il sapere,
Né andare col pensiero
Oltre l’orizzonte della morte.
Il tempo è breve:
Chi segue l’immenso
Perde l’attimo presente.
Così vivono i pazzi,
Così vivono, per me,
Gli uomini perversi.
QUELLO MAGICO ED INCANTATO, DEI BAMBINI, QUELLO DELLE FAVOLE: ABITATO DA MAGICHE CREATURE, DALLE FATE, DAGLI ELFI, DAI FOLLETTI...
DOVE ACCADONO COSE MISTERIOSE, DOVE TUTTO DIVENTA POSSIBILE...
E C'E' UN BOSCO, FORSE LO STESSO, DEL QUALE SI HA TIMORE
E' QUELLO DELLE BELVE FEROCI, DEI LUPI, DEGLI ANIMALI NOTTURNI
E' QUEL LUOGO DOVE ALEGGIA LA PAURA DELL'IGNOTO
C'E' SEMPRE UN BOSCO DA ATTRAVERSARE NELLA VITA
OGNI GIORNO
SIAMO NOI A DECIDERE LO SPIRITO COL QUALE VEDERLO
PER ATTRAVERSARLO ED USCIRNE, ALLA FINE DEL SENTIERO, COL NOSTRO PICCOLO PANIERE...COMUNQUE SEMPRE RICCO....
SIAMO NOI A DARE UN NOME ALLE COSE....A CAMBIARE LA LORO PROSPETTIVA
FORSE LA PAURA PUO' DIVENTARE SOLO RISPETTO DI QUELLO CHE CON UNA LUCE DIVERSA, CON UN RAGGIO DI SOLE, ASSUME CONTORNI INASPETTATI
NON SEMPRE QUELLO CHE NON SI CONOSCE E' “CATTIVO”, AL CONTRARIO, PUO' RIVELARCI ASPETTI CHE POTREBBERO VALORIZZARE GLI INSEGNAMENTI CHE GIA' CONOSCIAMO E CHE CI SONO STATI REGALATI PER “BUONI”
Le Gorgoni, in effetti raffigurano, secondo me, la rabbia delle donne, quell’aspetto oscuro che in tutte le culture si è sempre cercato di reprimere. In particolare, delle tre mostruose sorelle, Medusa è quella che meglio rappresenta questo lato femminile. Medusa, il cui nome in greco significa "colei che domina", inizialmente sembra essere stata una donna bellissima con capelli meravigliosi. Poseidone si innamorò di lei, si trasformò in uccello e la rapì. La sedusse nel tempio di Atena e Medusa nascose il volto dietro l'egida della dea. Atena, offesa sia per averli scoperti nel suo tempio, sia perchè la Gorgone aveva osato vantare i suoi capelli come più belli di quelli della dea, la punì trasformandola in mostro con gli occhi di fuoco, la lingua penzolante, con zanne enormi e serpi al posto dei capelli.
Quindi possiamo considerare Medusa una vittima della bramosia e prepotenza maschile e della gelosia e invidia femminile, che l’hanno trasformata in un orrendo mostro che pietrificava chiunque la guardasse. La rabbia è da sempre considerata, in effetti, un mostro che deturpa la bellezza delle donne. Nessuno vuole stare al cospetto di una donna arrabbiata: meglio evitarla, perché non si sa come gestirla. La nostra cultura è, in primis, lo strumento di repressione di questo aspetto dell’animo femminile, a favore di comportamenti di disponibilità, pacatezza e sottomissione. Sono queste le qualità che contraddistinguono una donna da una Gorgone.
Lo Zahir, termine derivato dalla cultura araba, è un pensiero ricorrente cui la mente non riesce a smettere di pensare, il "chiodo fisso"....per me lo Zahir è il sogno da inseguire.....a qualsiasi costo....nonostante tutto.....
Alla fine scoprirai che le cose più leggere son le uniche
che il vento non è riuscito a portar via
un ritornello antico
una carezza al momento giusto
lo sfogliare un libro di poesie
l'odore stesso che aveva un giorno il vento.
( Mário Quintana)
Sventurato può essere l'uomo, ma felice l'artista che il desiderio strazia!
Io brucio di dipingere quella che di rado mi apparve e che sparì troppo in fretta, come una cosa bella da rimpiangere lasciatasi dietro dal viaggiatore portato nella notte. Come è già tanto tempo da che essa svanì!
E' Bella, e più che bella: è sorprendente. In lei il nero abbonda: e da lei ogni ispirazione è notturna e profonda. Ha occhi come antri in cui scintilla vago il mistero e il suo sguardo illumina come la folgore: è un'esplosione nella tenebra.
Vorrei somigliarla ad un sole nero, se mai ci fosse un astro nero che versi la luce e la felicità. Ma lei più volentieri richiama alla mente la luna, che senza dubbio l'ha marchiata del suo temibile influsso: non la luna candida degli idilli, che somiglia a una gelida sposa, ma la luna sinistra e snervante, sospesa in fondo a una notte di bufera e travolta dalle nuvole in corsa. Non la placida discreta luna che visita il sonno degli uomini puri; ma la luna strappata dal cielo vinta e ribelle, che le Stregonesse tessale costringono duramente a ballare sull'erba in terrore!
Nella sua stretta fronte abitano la volontà tenace e la passione per la preda. Più in basso, nell'inquietudine del viso, dove le nobili narici aspirano l'ignoto e l'impossibile, lampeggia, in grazia inesprimibile, il riso di una grande bocca, rossa e bianca, e deliziosa, che fa pensare al miracolo di un fiore superbo sbocciato in una pietra vulcanica.
Vi sono femmine che istigano la voglia di batterle e trionfare di loro: ma lei regala il desiderio di lentamente morire sotto il suo sguardo.
"Il rosso, il bianco e l'azzurro. E poi il rosso sul bianco e ancora tanto bianco; ancora tanto azzurro. Lo sguardo spiazzava in alto per cercare disperatamente lassù qualche appiglio, un aiuto. Ma non c'era niente a cui appigliarsi, tranne l'azzurro profondo e schietto del cielo che stava là immobile e assente a guardarlo. Il bianco freddo gli dava una piacevole sensazione a contatto col calore del rosso; tuttavia il bianco freddo paralizzava quasi completamente molte parti del corpo. Penso che i colori erano una splendida creazione della natura e che il nostro occhio percepiva tramite essi il multiforme e variopinto aspetto della realtà delle cose in tutta la loro bellezza."
Il colore è un mezzo di esercitare sull'anima un'influenza diretta. Il colore è il tasto, l'occhio il marteletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde. Vasilij Kandinskij
Mentre ti guardo io non so più, Dove finisco io e cominci tu, Il sogno, la realtà… Ogni volta io rinasco nei pensieri tuoi, Colorato e folle più che mai! Arrossisci un po’… Ma non vuoi più mandarmi via. …Inventi, la poesia! …Inventi, la poesia!
Barbara Rocchi nasce a Pistoia il 30 settembre 1969.
Autodidatta, fin da piccola dimostra interesse per tutto cio’ che è creativo, ma solo da adolescente fa della pittura la sua espressione d’arte.
Inizia così, interrompendosi per periodi piu’ o meno lunghi, la sua strada verso i colori.
Nonostante uno spiccato interesse verso la corrente espressionista i suoi lavori sono riconducibili solo all’espressione dei suoi stati d’animo.
La tela è un magico mondo in cui finalmente tutto puo’ assumere forme e colori irreali, non ci sono regole, non ci sono costrizioni…..solo la fantasia regna sovrana.
Mente, mano, tela…..dall’ispirazione nascono immagini che il pennello traccia diventando estensione dei pensieri: ogni particolare assume un significato allegorico o piu’ semplicemente assume l’espressione di “rifinitura”, di decorazione.
Osare con i colori per provocare una reazione nello spettatore, per stupirlo ed invitarloa partecipare all’opera.
Barbara inizia ad esporre partecipando al progetto “Note su Tela – Storie di Musica e Colori”.
Note su Tela nasce per caso con lo scopo di presentare, come fossero attori su un palco, musica colori e poesia.
Gli uni trovano ispirazione dagli altri in un girotondo infinito di emozioni…sono la possibilità durante lo spettacolo di “ascoltare un quadro” o “osservare la musica”.
Perché tutto è possibile quando si parla di arte. Un quadro puo’ essere accarezzato da poesie e canzoni…..la musica puo’ essere impressa su tela e colorata….tutto si fonde e si confonde in nuove verità…..celate a molti ma di facile lettura per chi ha il cuore “aperto”….
Dopo l’esperienza di Note su Tela si apre per Barbara una finestra sul mondo dell’arte e con essa la voglia di far conoscere ad una piu’ ampia cerchia di persone le proprie opere.
L’opportunità le è offerta dalla Taverna degli Artisti di Lugano.
L’artista inaugura una vetrina internazionale sulla Collina d’Oro insieme ad altri artisti locali.
E’ l’unica chiamata oltre il confine svizzero ad esporre le proprie “creature”…
Iniziano a presentarsi opportunità e progetti che Barbara sta prendendo in considerazione.
Mostre, marguttiane, esposizioni……tutto accade velocemente……sembrando irreale e facile…
Come una tela bianca che stuzzica la fantasia e la creatività così ogni evento mette in moto meccanismi, scambi culturali e situazioni ignoti e affascinanti.
Il fine dell’artista è quello di restare immune da preconcetti formali, culturali, letterali edi farsisedurresolo dall’infinito spettacolo delle gradazioni, delle sfumature e dell’istinto.